Stars & Stripes: Alla scoperta dell’America sportiva (terza parte)

Come ho scritto nei giorni precedenti, il mio viaggio negli Stati Uniti non si è limitato alla visita di New York: nonostante la Grande Mela offra qualsiasi attrattiva un turista possa immaginare, la mia passione per lo sport mi ha portato in un’altra parte dell’America, poco conosciuta dal viaggiatore medio, ma una specie di “Mecca” per i fan di football americano. Si tratta di una piccola città (per gli standard americani) dello stato del Wisconsin, nella regione dei grandi laghi: Green Bay.

A prima vista sembrerebbe la tipica città dello sconfinato Midwest americano: lunghi stradoni da tre corsie per senso di marcia, casette con giardino una accanto all’altra, vita tranquilla, niente stress da metropoli. In poche parole un altro mondo rispetto alle luci e alla frenesia di Manhattan. Ma la cosa che rende veramente speciale questa cittadina è la presenza di una delle squadre professionistiche più tifate e rispettate di tutti gli States, ovvero i Green Bay Packers.

La storia di questa franchigia della NFL rappresenta un unicum all’interno del mondo sportivo statunitense, poiché è l’unica squadra professionistica ad azionariato pubblico: la proprietà non è concentrata nelle mani di un’unica persona o di un unico gruppo di soci, ma è detenuta principalmente dai cittadini della città e delle zone limitrofe. Tenendo presente che i Packers nascono nel 1919 e da subito assumono questo assetto societario, si può capire facilmente come la squadra non rappresenti solamente una compagine da sostenere, ma soprattutto un legame fortissimo che tiene insieme tutti gli abitanti della zona. Il successo della squadra non è solo motivo di soddisfazione per i cittadini di Green Bay, ma è anche il simbolo della volontà di questa piccola comunità di competere e lottare contro realtà molto più grandi e ricche.

E la cosa che rende ancora più straordinaria questa franchigia sono proprio i suoi successi e la sua storia leggendaria: i Packers sono una delle squadre fondatrici della NFL e sono anche la squadra più titolata (con tredici trofei), nonostante rappresentino attualmente la più piccola città tra tutte le leghe professionistiche a stelle e strisce. Per capire l’importanza storica dei verde-oro basta pensare che il trofeo assegnato ogni anno ai campioni della NFL prende il nome dal loro leggendario head coach, Vince Lombardi, considerato quasi unanimemente il più grande allenatore della storia del football professionistico (se non dello sport a stelle e strisce in toto). Oltre che per la grandissima competenza tattica, il nativo di New York è conosciuto come il più grande motivatore di tutti i tempi, in grado di ispirare i propri giocatori con discorsi particolarmente toccanti, rimasti nell’immaginario collettivo americano e non solo.

Per capire ancora di più il legame viscerale tra comunità e squadra basta pensare ai dati sull’affluenza del Lambeau Field: dal 1960 tutti i posti dell’impianto, che prende il nome dal fondatore-giocatore della franchigia, sono esauriti in abbonamento e la lista d’attesa per riuscire ad ottenerne uno supera gli 80000 nomi! L’unico modo per assistere ad una partita dei Packers è acquistare i biglietti dai possessori degli abbonamenti stessi: in Italia sarebbe considerato bagarinaggio, fortunatamente negli States questa pratica è totalmente legale e organizzata in maniera perfetta, tramite un sito che fa incontrare domanda e offerta. Grazie a questo metodo sono riuscito a mettere le mani su un paio di biglietti per la partita casalinga contro i New Orleans Saints, riuscendo a realizzare uno dei sogni della mia vita: assistere dal vivo a una partita al Lambeau Field!

Ieri vi raccontavo del clima di festa che ha accompagnato la partita di baseball allo Yankee Stadium cui ho assistito e di quanto ne fossi stato positivamente colpito. Vi assicuro che quell’atmosfera, peraltro fantastica, non regge il confronto con questa che vi sto per raccontare! Tre ore prima dell’inizio dell’incontro la zona adiacente al Lambeau Field era letteralmente invasa da una marea verde-oro, tutti in trepidazione per la partita. Oltre ai classici tifosi che si fanno fotografare di fianco alle statue di Curly Lambeau e di Vince Lombardi, attorno allo stadio c’è una struttura all’interno della quale ci si può sedere per bere, mangiare e pure godersi la musica dal vivo di un gruppo rock locale. Poi ci sono i tifosi più accaniti, magari senza biglietto, che mettono in piedi spontaneamente delle vere e proprie e grigliate all’interno del parcheggio dello stadio, in attesa che inizi la partita. Se si pensa che lo stadio contiene più di 70000 persone e la città ha poco più di 100000 abitanti, si può ben dire che tutta la cittadinanza gravita attorno allo stadio!

Anche all’interno dello stadio la musica non cambia: clima festoso, tifo caldissimo ma mai antisportivo. È quasi inutile che vi dica che i tifosi ospiti non hanno nulla da temere, si possono benissimo sedere in mezzo ai sostenitori locali senza rischiare la minima conseguenza, al massimo qualche sfottò del tutto innocente. Il mio posto è ottimo, sono praticamente in corrispondenza della metà campo, e la visuale è a dir poco perfetta. Scambio diverse battute con altri spettatori, tutti sorpresi dalla mia provenienza, ma quando spiego loro che uno spettacolo simile in Italia è pura utopia, capiscono il motivo del mio viaggio.

Per quanto riguarda il risultato, la partita si mette subito bene per i Packers, trascinati dall’MVP della passata stagione, Aaron Rodgers. Ma la reazione degli ospiti arriva quasi immediata, con Drew Brees sugli scudi, tanto che i Saints si portano addirittura in vantaggio. I padroni di casa si riportano in vantaggio di un solo punto, lasciando ai Saints la possibilità di vincere all’ultimo minuto, ma il field goal finisce largo, mandando in estasi i tifosi locali.

Si conclude qui il mio racconto, sperando di avervi trasmesso parte della mia eccitazione per questo viaggio in due luoghi di culto per lo sport americano e magari un po’ di curiosità per baseball e football, due sport poco conosciuti qui in Italia, ma che una volta conosciuti sono difficilissimi da lasciare!

Alberto Garilli

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...