Draft, mercato e free agent: il mondo NBA non va mai in vacanza

Quella di quest’anno è sicuramente stata una delle stagioni NBA che ricorderemo più a lungo.

E’ stato l’anno del lockout, iniziato ufficialmente il 1 luglio e conclusosi il 26 novembre, che ha fatto sì che la stagione regolare durasse “solo” 66 partite, e non 82 come di norma. La serrata ha portato in Europa moltissimi giocatori di spicco: Gallinari a Milano, Deron Williams al Besiktas, Tony Parker al Villeurbane, Rudy Fernandez al Real Madrid. Ma la lista sarebbe ancora molto lunga. Ci sarebbe piaciuto aggiungere anche quel Kobe Bryant, che l’Italia la conosce molto bene. L’asso dei Lakers infatti ha passato un’estate intera a flirtare con la Virtus Bologna di Walter Sabatini, ma alla fine non si concluse nulla.

E’ stata, finalmente, la stagione degli Heat e dei Big 3: Wade, Bosh e LeBron hanno, infatti, vinto il loro primo titolo insieme (il secondo per la franchigia della Florida), zittendo tutti i maligni e quelli che li vedevano disuniti. La ciliegina sulla torta per Miami è data da quel LeBron James, che con forza e coraggio ha voluto e ottenuto il suo primo anello personale, il titolo di MVP della stagione e delle finals.

Ma, anche se è arrivata l’estate, l’NBA continua a far parlare di sè. La scorsa notte si è, infatti, svolto il Draft ’12. Grande successo della spettacolare Kentucky University che per la prima volta nella storia incassa le scelte numero uno e due con Anthony Davis (agli Hornets) e Michael Kidd-Gilchrist (ai Charlotte Bobcats). Ma c’è tanto, tantissimo Kentucky anche nel resto del primo e del secondo giro. Nonostante la cessione di Chris Paul, i New Orleans Hornets, diventano dunque una delle squadre da battere: giovani e fortissimi!

Tra le sorprese c’è Austin Rivers, figlio di Doc Rivers, attuale coach dei Boston Celtics, draftato sempre dagli Hornets come decima scelta assoluta. Pochi, invece, i giocatori europei che entrano nel mondo NBA quest’anno: solo francese Evan Fournier in tutto il primo giro (scelto dai Denver Nuggets), e 2 turchi, Karaman e Turkylmaz, nel secondo giro.

Per quello che i free agent invece, dalle 6.01 italiane di domenica le squadre NBA possono contattare i giocatori senza contratto, e i casi più interessanti sono dati da Ray Allen, Brandon Roy, Steve Nash e Deron Williams. Sulla guardia dei Celtics sono piombati subito i neo campioni di Miami, che hanno offerto al giocatore un contratto di 3 milioni di dollari; stando alle prime indiscrezioni, il miglior tiratore della storia dell’NBA avrebbe espresso interesse verso la franchigia della Florida. Staremo a vedere. C’è la fila, invece, per Brandon Roy: sulle tracce della guardia di Seattle ci sono Bulls, Mavs, Pacers e Wolves. Anche per Nash la situazione è simile: su di lui gli stessi Phoenix che offrono il rinnovo, Dallas, Knicks e Nets. Proprio a riguardo dei New Jersey Nets c’è da dire che tutto gravita attorno a quello che succederà con Deron Williams: il play ha rinunciato ufficialmente alla sua player option. Dalla scelta dell’ex Jazz dipendono i prossimi movimenti della franchigia, che sogna anche Dwight Howard.

Anche Marco Belinelli sarà per la prima volta un free agent e con l’arrivo dei 2 nuovi rookie, assieme alla presenza di Gordon, difficilmente resterà a New Orleans. I veterani Garnett e Duncan molto probabilmente resteranno rispettivamente a Boston e San Antonio. Altri nomi importanti che vanno completare la lista sono: Jeremy Lin, Jason Kidd, Chauncey Billups, Grant Hill, Ersan Ilyasova, O.J. Mayo, Chris Kaman, JaVale McGee e Jameer Nelson.

Per quello che riguarda il mercato, c’è da evidenziare la trade in atto sull’asse Memphis/Los Angeles: i Grizzlies vogliono riprendere Pau Gasol, e sono pronti a mettere sul piatto Zach Randolph per uno scambio diretto. I Lakers, però, vorrebbero Rudy Gay, ritenuto incedibile dalla franchigia del Tennessee. Nella notte è stata una trade a 4 che ha riportato Odom ai Clippers e Mo Williams a Utah; nello scambio sono state coinvolte anche Houston e Dallas. Atlanta, invece, sta cercando acquirenti per lo scontento Josh Smith. Ma ovviamente, anche quest’anno tutto il mercato girerà intorno al nome più importante: Dwight Howard.

C’è infine da riportare la notizia del ritiro di Anthony Parker e Jorge Garbajosa  dalla pallacanestro giocata.
Parker, che ha giocato anche in Italia, ha disputato l’ultima stagione coi Cleveland Cavaliers, segnando 7.2 punti di media con 2.7 rimbalzi e 2.4 assist. Parker è stato anche una stella del basket europeo, con la maglia del Maccabi Tel a Viv, con cui ha vinto tutto.
Il giocatore dovrebbe rimanere nel mondo della NBA o come opinionista televisivo o come dirigente di qualche franchigia.
Smette anche Garbajosa, dopo 17 anni di professionismo (in Italia con la Benetton Treviso) e 2 stagioni in NBA. Per l’ala spagnola ci sarà posto, a livello dirigenziale, nella federazione.

Alessandro Assad

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