Parate d’antologia

Per anni è stato considerato uno dei portieri più forti del mondo. E per molte stagioni è stato uno dei protagonisti indiscussi nel panorama calcistico italiano. Gianluca Pagliuca, classe ’66, oggi lavora, come commentatore, per un’emittente televisiva dopo una carriera straordinaria. Lo scudetto con la Sampdoria, le coppe europee con l’Inter, il Mondiale sfiorato per un soffio. Il gatto di Casalecchio racconta in esclusiva il suo punto di vista sul calcio contemporaneo dallo scandalo sul ‘calcio scommesse’ fino al suo rapporto con i tifosi passando per alcuni aneddoti significativi della sua carriera da ‘numero uno’.

Nel 2006 Calciopoli, soltanto qualche mese fa l’operazione ‘last bet’, cosa ne pensi di questi scandali che colpiscono il calcio italiano e che rischiano di affossarlo sempre più?

Purtroppo questi fatti fanno male a tutta l’Italia e a tutto il mondo del calcio. Spero che si risolva al meglio e che i colpevoli la paghino una volta per tutte. Vicino a una cosa sporca c’è sempre l’altra faccia della medaglia che in questo caso è Simone Farina che ha rifiutato la corruzione. A lui il giusto premio da parte del ct Cesare Prandelli con la convocazione in Nazionale.

È negli occhi di tutti il video dove De Sanctis scuote la testa dopo il gol di Cavani in Napoli-Lecce 4-2. A tuo parere c’è del marcio in questa storia?

Conosco molto bene Morgan (De Sanctis, ndr) e non vedo la cosa così grave. Secondo me è stato uno sfogo giustificato dal fatto che il Napoli aveva rischiato di prendere il secondo gol mentre i suoi compagni non riuscivano a chiudere l’incontro.

Cambiando argomento, come vivevi il tuo rapporto con la tifoseria più agguerrita, con gli ultrà?

Li salutavo. Ma, ad esempio, non sono mai andato a cena con nessuno di loro. C’era rispetto reciproco ma nulla di più. Ho mantenuto sempre un profilo distaccato.

Pensi che la tessera del tifoso sia un provvedimento corretto o credi che sia uno dei motivi attraverso il quale non si fa altro che allontanare il tifoso dallo stadio?

Non ho nulla contro la tessera del tifoso. Se un tifoso ha la coscienza apposto non vedo perché dovrebbe essere contro. Se c’è meno affluenza allo stadio è dovuto ad altri motivi.

Prego.

La televisione ha cambiato radicalmente il modo di vedere il calcio che resta pur sempre seguitissimo. Anche in Inghilterra e in Spagna lo spazio televisivo dedicato al calcio è tantissimo ma gli stadi sono sempre pieni. In questo momento di crisi che sta attraversando l’Italia un tifoso preferisce andare a vedere soltanto un match importante piuttosto che tutte le partite.

Se non avesse fatto il calciatore cosa avrebbe fatto nella vita?

Posso rispondere il calciatore? Sinceramente non lo so. Non avevo molta voglia di studiare quindi di sicuro posso dirle cosa non avrei fatto: l’ingegnere, l’informatico, l’architetto…

Suo figlio più grande ha 10 anni. Sarà portiere come il papà?

Spero che abbia preso i miei cromosomi (ride) ma lui gioca attaccante. È ancora presto per dire se diventerà come suo padre. Non è detto che tutti i figli d’arte diventeranno dei campioni.

Facciamo un piccolo viaggio nel tempo. Torniamo alla finale della Coppa del Mondo del 1994. Lei era in porta contro il Brasile e in molti ricordano quel suo famoso bacio al palo.

Arrivò questo tiro che io non riuscii a braccare. La palla sbatté sul palo e mi ritornò tra le braccia. Spontaneamente diedi un bacio al palo che salvò il risultato. Peccato per l’esito finale ma fu un campionato del mondo straordinario.

Sembra dirlo con un po’ di malinconia. In fondo, è stato uno dei più grandi numeri uno. E come si fa a non avere nostalgia di una finale di Coppa del Mondo?

Pietro Veronese

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